Dolci giapponesi – Wagashi e Yogashi Dicembre 14, 2020 – Posted in: Dolci Giapponesi – Tags: ,


I dolci giapponesi si dividono in 2 categorie: i Wagashi e gli Yogashi. Semplificando, i Wagashi sono i dolci tradizionali giapponesi; mentre gli Yogashi sono i dolci importati in Giappone dall’occidente. 

Wagashi e Yogashi

I primi, ovvero i dolci classici e tradizionali giapponesi, sono caratterizzati dall’utilizzo di ingredienti vegetali quindi niente latte, panna, burro o uova. Di solito sono dolci giapponesi a base di farina di riso e l’anko (marmellata di fagioli rossi azuki), che non può mai mancare.

I primi Wagashi erano pensati per accompagnare la cerimonia del tè ed erano spesso monoporzioni che servivano anche un po’ per smorzare il gusto amaro del Matcha (tipo di tè giapponese). Un esempio sono i Mochi.

Gli Yogashi sono dolci giapponesi di ispirazione occidentale, quindi ingredienti come latte, panna, burro e uova tornano protagonisti. Uno dei più famosi dolci in questo caso è il Melonpan.

I wagashi più famosi – Dolci giapponesi tradizionali

I Mochi

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I Mochi sono dolci giapponesi dalla forma tonda, colorati ma anche bianchi. L’impasto è composto da farina di riso glutinoso (una varietà di riso dal chicco piccolo e dolce) e molto spesso il loro ripieno consiste in anko (marmellata di fagioli rossi azuki).

Il metodo tradizionale per preparare i Mochi prevede che il riso glutinoso cotto al vapore sia messo in un grande mortaio di legno chiamato Usu e che sia pestato con una mazza di legno chiamata Kine. Per compiere questa lavorazione occorrono due persone: una che utilizza il Kine e un’altra che gira l’impasto e lo mantiene umido.

Questo metodo si chiama Mochi-tsuki e al giorno d’oggi si pratica quasi esclusivamente durante feste tradizionali. Esistono nuovi metodi più pratici e veloci ormai per la preparazione dei Mochi.

I Dorayaki

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Sicuramente uno dei dolci giapponesi più famosi sia in oriente che in occidente. Per intenderci sono la merenda preferita del famoso gatto robot Doraemon protagonista dell’omonimo cartone animato giapponese.

Sono composti da due “pancake” sovrapposti e all’interno hanno un ripieno che, tradizionalmente, è composto da anko (marmellata di fagioli rossi azuki). Oggi si trovano Dorayaki con i ripieni più disparati come crema, cioccolato e gelato.

La tradizione narra che il soldato Benkei lasciò a casa del contadino che lo stava ospitando il suo gong. Così il contadino cucinò questo dolce utilizzando il gong come padella e il Dorayaki prese la forma rotonda che tutti conosciamo.

Tuttavia un tempo il Dorayaki non era come oggi. Non aveva due strati di pastella, bensì un solo strato con adagiato sopra il ripieno.

Lo Yogashi più famoso – Dolci giapponesi di influenza occidentale

Il Melonpan

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Il Melonpan è un panino dolce ricoperto da uno strato di pasta frolla. I due tipi di pasta che lo compongono sono il suo punto di forza. Sebbene l’impasto lievitato sia soffice e morbido la parte di pasta frolla all’esterno è croccante e l’unione di queste due consistenze rende questo dolce ancora più gradevole al palato.

Non bisogna, però, farsi ingannare dal nome. Il Melonpan non c’entra niente con il melone! L’appellativo gli è stato dato per la sua forma esterna che ricorda quella di un melone cantalupo.

Il Melonpan può essere preparato con o senza ripieno e, come per i Dorayaki, se ne trovano di tutti i tipi, sia farciti di creme che di gelato.

Per quanto riguarda le origini di questo dolce, non sono del tutto chiare. Qualcuno sostiene che sia stato inventato durante l’Epoca Meji come un dolce a forma di melone con ripieno di shiro-anko (marmellata dolce di fagioli bianchi). In quel periodo veniva chiamato Melon e da qui il nome attuale di Melonpan.