Storia del sushi – Dalle origini a specialità Gennaio 14, 2021 – Posted in: Riso Giapponese – Tags: ,

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La storia del Sushi, secondo gli storici, inizia intorno al IV secolo e, con grande sorpresa di molti, in alcune zone del sud est asiatico. Il sushi ha infatti origine in Cina o in Corea.

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La storia del Sushi: inizialmente metodo di conservazione

Nelle zone del sud est asiatico, di cui parlavamo sopra, il primo sushi era in realtà un metodo di conservazione.

Si eviscerava e salava il pesce che veniva poi posto in mezzo al riso cotto al vapore. La fermentazione del riso causava un aumento dell’acidità dell’ambiente in cui si trovava il pesce. In questo modo si poteva conservare per interi mesi.

Al termine della conservazione, il pesce si consumava da solo, il riso veniva eliminato.

L’arrivo di questa tecnica in Giappone

La tecnica di conservazione giunse in Giappone attraverso viaggiatori cinesi e coreani e da lì iniziarono le rielaborazioni.

La prima fra tutte nacque nel periodo Muromachi (1336-1573), quando si iniziò a non gettare più il riso ma a consumarlo insieme al pesce. Questo piatto prese il nome di Namanare.

Negli anni successivi, questa tecnica passò da metodo di conservazione a vera e propria ricetta. I giapponesi la apprezzarono moltissimo ed iniziarono a prepararla aggiungendo l’aceto al riso al vapore.

La storia del Sushi: l’Haya-Zushi

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Tra il 1603 e il 1867 (epoca Edo) il Giappone resta quasi in completo isolamento dal mondo esterno. Questo isolamento portò al consolidamento degli aspetti socio-culturali tipici del Giappone moderno.

Nella capitale, Edo (nome antico di Tokyo), iniziò a diffondersi l’Haya-Zushi, che significa sushi veloce. Non si attendeva più che il riso inacidisse, ma si mescolava direttamente con l’aceto e lo si mangiava accompagnato da pesce, uova e verdure. 

L’Haya-Zushi rimaneva però ancora un lontano parente del sushi odierno.

La nascita del sushi moderno

Intorno al 1800, in una bancarella che vendeva cibo per le strade di Tokyo, si iniziò a vendere pesce marinato in salsa di soia e sale per durare più a lungo.

Si aggiunse anche il wasabi, con lo scopo di coprire i possibili sapori sgradevoli del pesce che non poteva essere conservato perfettamente data la mancanza di ghiaccio.

Dopo la seconda guerra mondiale, il sushi prese la forma che conosciamo molto bene oggi.

Il Kaiten-Zushi

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Sul finire del 1950, un gestore di un ristorante, il Signor Shirahishi, tentando di abbassare i costi per rendere il Sushi alla portata di tutti, inventò il Kaiten-Zushi.

Il ristorante mise così dei nastri trasportatori intorno al banco, che portavano dei piattini contenenti Sushi direttamente ai clienti. I clienti sceglievano quale piattino volevano e lo prendevano con semplicità dal nastro per mangiarlo.

Il successo fu incredibile e in poco tempo il Signor Shirahishi poté aprire più di 250 ristoranti simili in tutto il Giappone. 

L’invenzione permise al Sushi di diventare ancora più popolare anche nel resto del mondo.